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#SELFPQ16 L’incontro gratuito di formazione sul Self Publishing

 

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Che fai il 17 Giugno? Sì, è un Venerdì. 17. Lo so. Ma io non ci credo alle superstizioni anche se, nell’ordine, faccio tutte queste cose:

  • non passo sotto a una scala, manco se mi punti na pistola alla testa;
  • non attraverso la strada, se prima di me non passa la tizia o il tizio per beccarsi lui/lei la sfiga del gatto nero;
  • non metto il cappello sul letto (perché? Ah non ne ho idea!);
  • i soldi sul letto neanche, ma perché mi fanno orrore per tutti i batteri che portano.

Bene, forse, quest’ultima è l’unica azione sensata che faccio tra tutte quelle elencate fino qui.

Ma non potrei andare subito al sodo e dirti il motivo di tanto girarci intorno? Naaaaaaa! Mi sto divertendo troppo 🙂

Però, hai ragione. Prima o poi dovrò dirtelo, no? E allora senti qua, anzi leggi giù.

Vieni a Roma!

Il 17 Giugno, vieni a Roma. Sì, lo so. È un caos sta città. Non dirlo a me che ci vivo! E ancora lo so, quando entri in un posto – un bar magari – pare che te fanno un favore a darti da bere o da mangiare (eppure stai pagando, cavolo!).

Ma non posso smettere di guardarla. E non mi stanca. Non mi stancano i tramonti, le luci all’alba, i silenzi notturni, i colori del centro, le passeggiate in un altro tempo, il profumo inebriante dei forni la mattina presto.

Insomma, Roma la ami e la odi insieme. Siamo onesti. Però non roviniamoci questo momento, elencando tutto quello che non c’è.

Adesso immagina.

Sei in una delle zone più belle della città. Ah no scusa, d’Italia 🙂 Sei a 10 minuti da Piazza del Popolo, in uno dei luoghi storici più importanti di Roma: Piazza Augusto Imperatore. Precisamente al numero 4.

Penserai “ma questa che dà i numeri? 17, poi 4. Mha!” Sì, ogni tanto mi succede ma non in questo post 😀

Ma cosa c’è il 17 Giugno a Roma, in Piazza Augusto Imperatore, 4?

 

Self Publishing Quality 2016 

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A Self Publishing Quality 2016  non puoi mancare. Perché? Intanto, perché è un incontro gratuito di formazione sul Self Publishing e poi perché 11 autori e professionisti del settore racconteranno:

  • le loro esperienze personali di successo nell’autopubblicazione;
  • le loro attività professionali;
  • le strategie di promozione editoriale;
  • i casi di studio;
  • tanti suggerimenti per migliorare il tuo ebook.

 

La ricerca

La sede è quella della FUIS – Federazione Unitaria Italiana Scrittori e l’evento nasce dal lavoro di ricerca condotto sul campo, per 2 anni, da Assunta D’Aquale per la sua tesi di Laurea Specialistica in Comunicazione Digitale e dal mio lavoro di tesi su Self Publishing e Social network per la Laurea Specialistica in Editoria Multimediale, entrambe discusse a La Sapienza di Roma.

Insomma qui si scherza ma quando vogliamo, facciamo i seri anzi le serie 😉

Gli obiettivi di #SELFPQ16

Lo scopo è quello di comprendere il motivo per cui gli scrittori, sia noti che emergenti, scelgono il Self Publishing rinunciando all’intermediazione delle case editrici. Una scelta non proprio “comoda” – e se l’hai fatto, sai di cosa sto parlando – perché implica la concentrazione di una serie di attività in una figura sola: quella dell’autore/autrice.

Sono azioni come la produzione e la promozione editoriale che, solitamente, spettano alle figure professionali che lavorano all’interno delle case editrici. E, spesso, chi scrive deve occuparsi anche di capire come funziona, ad esempio sul piano tecnico, una certa piattaforma e quali attività intraprendere, per incrementare la visibilità del proprio prodotto editoriale. Insomma, un lavoro non da poco!

#SELFPQ16 nasce, quindi, da 3 domande:

  1. Perché alcuni autori scelgono il Self Publishing, al posto della casa editrice?
  2. Quali sono i motivi per cui il fenomeno sta aumentando?
  3. Perché anche gli scrittori affermati usano questa modalità di pubblicazione, contemporaneamente a quella tradizionale?

La qualità nel Self Publishing

Ma c’è un’altra questione di cui parleremo: quali sono i parametri con cui valutare la qualità di un testo autopubblicato? Per questo ci sarà anche Michel Franzoso, fondatore di Extravergine d’autore: la prima vetrina web, per la selezione di ebook autopubblicati di qualità. Difatti, con #SELFPQ16 miriamo anche a fare il punto su questa riflessione molto delicata in cui c’è un dibattito, sempre aperto, dove non mancano critiche – spesso pregiudiziali – verso il Self Publishing. Poiché se è vero che esistono ebook e libri di scarso valore autopubblicati, è vero anche che questo accade all’interno delle case editrici, le quali, non di rado, chiedono un contributo economico agli autori per pubblicarne le opere, senza, in alcuni casi, distribuirle e promuoverle adeguatamente. Ma, allo stesso tempo, è possibile riscontrare la condizione contraria. Infatti, come esistono opere riconosciute di valore nell’editoria tradizionale così accade anche nel vasto mondo del Self Publishing.

Un ebook per promuovere l’autopubblicazione

Ed è per questo che l’incontro ha anche la funzione di promuovere la cultura dell’autopubblicazione, partendo principalmente dalle testimonianze dirette di chi l’ha scelta al posto dell’editoria classica.

L’obiettivo finale è anche quello di raccogliere del materiale utile alla creazione di un documento che pubblicheremo in un ebook, in cui evidenziare le ragioni per le quali il Self Publishing sia un fenomeno che non si può ignorare – seppur presenti, attualmente, dei limiti su cui lavorare per superarli – anche per le sue potenziali capacità di creare figure professionali (e di rafforzare quelle esistenti), funzionali a offrire servizi di diverso tipo.

  • Sia dal punto di vista tecnico, per la consulenza sull’uso di piattaforme di autopubblicazione italiane e straniere (come ad esempio Amazon, Smashwords e StreetLib, per citarne alcune) al fine di formattare, strutturare e scegliere la categoria dell’ebook e acquisire l’ISBN;
  • dal punto di vista grafico, per la realizzazione della copertina;
  • dal punto di vista qualitativo del testo come la correzione di bozze e l’editing;
  • dal punto di vista promozionale, per la cura di attività di Social media marketing come l’analisi del mercato e la creazione di contenuti per profili social, siti, blog e piattaforme video, al fine di incrementare le vendite.

 

Un altro importante aspetto riguarda la possibilità di rispondere, con questo documento, in modo ragionato e con dati effettivi, alle varie critiche – con basi deboli perché argomentate sulla scarsa conoscenza del fenomeno – che circolano, soprattutto in rete, attorno al mondo del Self Publishing.

In questo modo, vogliamo contribuire non solo a rafforzare la cultura dell’autopubblicazione ma anche a conferirle credito e valore.

Iscriviti!

Qui puoi riservare il tuo posto e leggere tutte le interviste ai relatori e gli altri dettagli su Self Publishing Quality 2016. Ma puoi prenotarti anche dalla pagina Facebook e seguire gli aggiornamenti sulla pagina Twitter.

Ci vediamo il 17 Giugno a Roma!

 

 

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Promuovi il tuo e-book: 4 consigli

Il Blog degli scrittori - Promuovi il tuo e-book: 4 consigli

 

 

La parte più bella è conclusa. L’hai scritto, l’hai revisionato tante e tante volte (vero?) e hai già nostalgia di quando hai iniziato.

Di quando scrivevi fino a tarda notte, mentre la tua dolce metà era già a letto e morivi di invidia perché volevi esserci anche tu in quel caldo e accogliente letto.
Ah no scusa! Questa sono io, in questo momento!
Bene. Dicevamo?

Giusto, il tuo e-book è pronto. Ma qualcuno dovrà sapere che l’hai scritto, no? Se no, perché l’hai fatto?

Si va bene: “si scrive anche per se stessi” ma a parte il narcisismo galoppante – sempre il mio, non ti preoccupare 🙂 – forse ti renderebbe felice sapere che le persone apprezzano la tua opera, che le ha portate a riflettere su un certo argomento, che di conseguenza hanno cambiato qualcosa della loro vita o agito, con azioni grandi o piccole, nella vita di altre persone dando luogo ad una serie di circostanze di piccola, media o grande importanza. Insomma, un vero delirio!

E vorresti rinunciare al delirio di azioni-pensieri-emozioni-cambiamenti-e altre millemilacosecheoranonmivengonoinmente a cui il tuo e-book potrebbe dare inizio?

Maddai.

Quindi, stringendo. Questo e-book s’ha da promuovere. E se l’idea non ti piace, lo capisco. Ma ho una domanda da farti. Hai mai provato a farlo? Non puoi saperlo se non provi, giusto? Se, invece, già lo stai facendo e ti gratifica, sei sulla buona strada.

In ogni caso, 4 suggerimenti per promuovere il tuo e-book te li do volentieri, poi fai tu. Ma non voglio farmi dire che sono pesante iniziando a sottolineare un fatto:

se non agirai in nessun modo, per far conoscere il tuo e-book, perderai l’occasione di farlo apprezzare buttando nel water tutto il lavoro che hai portato avanti con tanto impegno e sacrifici.

Cavolo, sono stata super-pesante. Oramai è scritto, indietro non si torna.

Bene.

Piacere, sono l’e-book di…

 

Ecco i 4 consigli di cui ti parlavo:

Cita le frasi del tuo e-book

Seleziona brevissime parti della tua opera e pubblicale sui social network e sul tuo blog (perché ce l’hai un blog, vero?) ma varia il contenuto in relazione alla piattaforma: in particolare, ogni social network ha una sua specifica identità e funzione comunicativa.

Pubblica stralci di dialogo

Se ci sono dialoghi nel tuo e-book, pubblicane le parti che ti sembrano più significative, più divertenti o emozionanti. Fai tu, nessuno meglio di te ne conosce i contenuti.

Ricrea l’atmosfera del tuo e-book con le immagini

Realizza immagini e video, per ricreare l’atmosfera del tuo e-book (ad esempio, in un romanzo intimista o in un e-book di poesie si respira un’aria diversa da una vicenda di tipo storico-politico) e il contesto in cui si snoda: offrirai al lettore il modo per addentrarsi nell’opera.

Approfondisci

Scrivi, nel tuo blog – perché ce l’hai, vero? mi sa che te l’avevo già chiesto – e sui social network, gli approfondimenti intorno al tema principale affrontato nell’e-book.

Il consiglio più importante

Lascia stare quanto letto fino ad ora, se vuoi, e muoviti come meglio credi. L’importante è che dedichi parte del tuo tempo a far sapere al mondo esterno che il tuo e-book esiste. Non importa, almeno nella fase iniziale, se sia poco, tanto, dilazionato, in pillole o come ti pare, l’importante è iniziare.

Mentre leggi il post, senti sorgere in te il sacro fuoco della promozione? Se è così condividilo!

 

E buona promozione 🙂

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Autopromuovere il proprio libro con i social networks: non solo Facebook e Twitter

Sento di dover iniziare questo post ringraziando l’autore di un articolo intitolato e se un giorno twitter e facebook diventassero obsoleti  e pubblicato recentemente su ninjamarketing (sito che si rivela spesso utile per arricchire la propria conoscenza in ambito di marketing). Volevo scrivere un articolo utile e interessante per coloro che intendono promuovere il proprio libro attraverso i social networks più noti come Facebook, Twitter, Google plus, Linkedin e attraverso piattaforme di condivisione come YouTube ma, girando in rete, si trovano molti post che trattano di questo argomento. Il mio sarebbe stato l’ennesimo articolo che ripeteva quello che già altri avevano scritto. Ho pensato, allora, di avventurarmi in spiegazioni tecniche su come usare Facebook, Twitter o altri social networks ma questo non mi ha rassicurata poiché le impostazioni possono cambiare, e in breve tempo, fino a rendere vano lo sforzo di scriverne. Niente di nuovo, dunque, pensavo. Ma non era così.

Cosa dire di nuovo sui social networks
E` proprio sul cambiamento che è il caso di soffermarsi. Cosa dire, di nuovo, sull’uso dei social network come strumento di promozione? La risposta l’ho trovata nell’articolo segnalato all’inizio e scritto da Francesco Turturiello: i più famosi e attuali social networks potrebbero essere sorclassati da altre piattaforme sociali, entro qualche anno. La novità non sta tanto nel fatto che, prima o dopo, questo potrebbe accadere ma nella velocità con cui questo può avvenire. Tale dinamica può apparire ovvia ma va tenuta bene a mente per evitare di rimetterci, soprattutto in ambito professionale. L’autore dell’articolo evidenzia due termini: cambiamento e aggiornamento. Ciò significa che chi scrive un libro (ma il riferimento è a chiunque decida di utilizzare i social networks per promuovere qualsiasi cosa o anche solo se stessi), e decide di promuoverlo da se, non solo deve imparare ad usare gli strumenti sociali più noti ma deve tenersi costantemente aggiornato sulla conoscenza di nuovi mezzi tecnologici ad uso sociale.

 

Alcuni dati sul futuro dei social networks
A tale proposito, un dato interessante viene dalla ricerca condotta da Global Index Italia, segnalata in un articolo pubblicato sul sito de Il sole 24 ore, che rivela come il 45% degli utenti, aderenti ai social networks, non utilizza le piattaforme sociali più conosciute. Su Primaonline è stato pubblicato, di recente, un articolo che riporta le previsioni elaborate dalla rivista americana Forbes, che tratta di economia e finanza, circa il futuro dei social networks. Nello specifico, si cerca di comprendere se Facebook si troverà nella stessa condizione di Myspace che, in breve tempo, è passata da una notevole fama al quasi completo oblio. I dati, si legge nell’articolo, confermati da David Ebersman, cfo (chief financial officer ossia colui che si occupa dell’attività finanziaria di un’azienda) di Facebook, rivelano che gli adolescenti (si tratta soprattutto di statunitensi) hanno diminuito il tempo medio di permanenza su Facebook e, elemento da non sottovalutare, la loro presenza continuerà a calare.

 

I social networks di nicchia
Altro fenomeno interessante, e che potrebbe mettere in difficoltà i social networks maggiormente diffusi,  è lo sviluppo di piattaforme sociali di nicchia. La loro diffusione, pari alla popolarità di social network generalisti come Facebook, sembra ancora lontana ma credo sia il caso di spendere alcune parole per capire il fenomeno e come questo può tornare utile a chi intende promuovere il proprio libro. Innanzitutto, c’è da sottolineare che il termine nicchia sta diventando sempre più importante poiché le ricerche degli utenti su internet (e non solo) sono orientate a specifiche richieste che, si aspettano, vengano soddisfatte. In ambito letterario, è interessante notare che, ad oggi, non si trovano social networks specifici su determinati generi come, ad esempio, il giallo o il fantasy ma esistono contenitori sociali che sono, a mio parere, un incontro tra la “nicchia” e il generalista.

 

Social networks di libri: Anobii, Zazie, Goodreaders
Mi riferisco a quei social networks relativi ai libri come aNobii, che troviamo tra i più conosciuti (se non il più noto) attraverso cui l’utente può creare la propria libreria, confrontarsi con altri utenti sulla scelta del prossimo libro da leggere e condividere, tramite Facebook e Twitter, le recensioni sulle proprie letture di interesse. Ultimamente si sente parlare molto, in rete, dell’italiana Zazie. Qui si trova, oltre alle funzioni di creazione della propria libreria e di condivisione della stessa, una sezione dedicata alle passioni ossia, come si legge dalla pagina informativa della stessa piatttaforma, si possono archiviare e cercare i libri letti per stati d’animo. Non avendola testata, non posso dire se possa rendere le mie ricerche più piacevoli e utili ma mi sembra interessante come possibilità di valore aggiunto alla piattaforma. Riguardo ai contenitori sociali di libri, la recente nascita di Goodreads  ha dato luogo alla contrapposizione aNobii/Goodreads. Si perché, dando un’occhiata ai forum, emerge che gli utenti lamentano la mancanza di aggiornamento di aNobii, nel senso che rimane poco scorrevole da utilizzare (e quindi in termini di usabilità non è tra le piattaforme più agevoli), d’altro canto di Goodreaders si manifesta lo scarso numero di libri in lingua italiana. Può essere utile sapere che gli utenti possono importare la propria libreria virtuale da una piattaforma all’altra (questo vale sicuramente per Zazie e Goodreaders.)

 

Quale direzione per chi si autopromuove
A fronte di questo, è possibile ipotizzare (e sperare) la nascita di social networks di nicchia in ambiti letterari specifici e, dunque, contenitori di utenti interessati ad un determinato genere letterario: questo agevolerebbe notevolmente il lavoro degli scrittori intenzionati ad autopromuoversi. Probabilmente questa è la direzione ma, come anticipato, sembra che ci vorrà del tempo (al momento non è possibile quantificarlo) prima che queste piattaforme diventino note quanto Facebook e Twitter.

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