Quanto ami il lavoro che fai?

Il Blog degli scrittori - Quanto ami il lavoro che fai?

 

Quante persone conosci che fanno il lavoro per cui hanno studiato o che le appassiona?

Te lo dico io, poche. Ma, in caso contrario, puoi smentirmi nei commenti eh 🙂

Non mi riferisco a quelle persone che svolgono una professione, mediamente, apprezzabile. Parlo di qualcosa che si ama davvero. Che ti smuove lo stomaco e ti manda in fibrillazione la mente.

So che, detto così, sembra che stia parlando di una qualche sostanza stupefacente. Ma no. La differenza sta nel tempo. Mi spiego – si amore, lo so, sto facendo ancora una volta la “maestrina” ma ci sto lavorando su, sai? – ecco ho perso il filo.

 

Questione di  tempo

Ti dicevo? Ah si, il tempo. Una sostanza chimica impiega pochi minuti per darti adrenalina, sensazioni forti, rilascio delle inibizioni e altro. Ma questo lo sai.

Invece, quanto tempo ci vuole per arrivare a certe sensazioni, a sentire le farfalle nello stomaco e la mente che pulsa di idee da organizzare e di pensieri da concretizzare? Un bel po’ di tempo e di lavoro.

 

…e di limiti

Devi superare i tuoi limiti, i blocchi emotivi, la pigrizia mentale, le scuse. Continuo? Gli ostacoli che ci mettiamo noi e, invece, ci raccontiamo che ce li mettono gli altri (questa era forte, eh?). Mi fermo, se no mi dicono: “eh ma sei pesante!”. Ad ogni modo, ci siamo capiti e l’importante è focalizzare il punto.

Per fare tutto questo, ci vuole molto più di qualche minuto. E, anche se non ho dati alla mano, non credo siano molte le persone che lavorano nell’ambito e nel ruolo che rispecchia in pieno una loro decisione, senza condizionamenti.

Parlo di chi sceglie una certa professione, si prepara (studiando o magari direttamente sul campo) e la fa. Punto.

 

Coltivi quello che ami?

E, allora, mi emoziona sempre conoscere persone che dedicano loro stesse a qualcosa in cui credono. Perché, semplicemente, ci si rivedono. Le fa stare bene. È qualcosa che amano. E ci si dedicano, nonostante il tempo non sia mai abbastanza perché, nel lavoro, si occupano di tutt’altro.

Ecco, ho assistito ad una mostra questo week end. Realizzata da giovani artisti in un centro anziani. Suona un po’ alla Di Pietro: “E che c’azzec?”.
E invece c’entra. Hanno affittato questo spazio in disuso dandogli, per un week end, una funziona nuova.
Lo hanno sistemato, pulito e modificato nell’aspetto.

 

 
Effetti d'arte al Circolo - Il Blog degli Scrittori

 

 

 

Chicche d’arte

Non è che per respirare l’arte bisogna sempre andare al Vittoriano di Roma o in qualche galleria del centro città.

Anzi, sai che ti dico? In posti sconosciuti, puoi trovare certe chicche che non ti aspetti. E magari portarti a casa un quadro che avrai solo tu e nessun altro. Non lo trovi in un negozio, in strada e non lo trovi al centro commerciale. Ce l’hai solo tu. A me, onestamente, questa unicità piace. A te?

Ora, non sono un’esperta d’arte. Sinceramente non conosco le tecniche di pittura, non ne so proprio nulla. Ma quando qualcosa mi affascina e mi da emozione smetto di farmi domande e gioisco di quello che vedo (si, ma mica me metto a cantà a squarciagola 🙂 ).

 

I quadri

E a Roma, nella zona di Porta Furba c’è un Circolo degli anziani. E non ti aspetti che dentro ci siano stati giovani artisti e che abbiano esposto, proprio lì, le loro tele. Belle ed emozionanti. La mostra si chiama Effetti d’arte al Circolo e qui sotto puoi vedere alcuni dei loro lavori.

 

 

Maria Pia Accoto - Effetti d'arte al Circolo - Il Blog degli scrittori

 

 

 

 

Simona Di Felice - Effetti d'arte al Circolo - Il Blog degli scrittori

 

 

 

 

Effetti d'arte al Circolo - Il Blog degli scrittori

 

 

 

Gli artisti

Se te ne piace qualcuno, non mi ammorbare con messaggi del tipo “dove posso trovarli”, “quanto costano” e “come posso contattare l’artista” o altre domande.

Ma che ci sei caduto? Eh sono proprio simpatica, lo so! Ovviamente scrivimi nei commenti, se vuoi saperne di più 🙂

E niente pigrizia: condividi se ti è piaciuto l’articolo!

 

 

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