Self publishing: il successo arriva con i fan?

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Non ci sono formule per il successo nel Self publishing ma ci sono dei tratti che accomunano casi di successo in rete, dall’ebook al cinema: il primo è un grande seguito di fan.

 

La formula del successo nel Self publishing non esiste. Ma esistono delle caratteristiche che agevolano il successo di un ebook autopubblicato.

La più importante è questa:

l’intensità della relazione tra autore indipendente e lettori.

Non voglio sbilanciarmi troppo e dire che “pochi ma buoni” contano più del numero. Ma il consolidarsi di un rapporto di qualità con i lettori, permette di mantenere nel tempo una relazione duratura aumentando le possibilità di rendere visibile l’ebook autopubblicato.

L’esistenza di un legame forte con gli utenti può essere determinante, in termini di vendite, non solo dopo la pubblicazione dell’e-book ma anche prima della sua nascita ossia durante il processo di creazione: è qui che si possono rendere partecipi i lettori e ampliarne il coinvolgimento attraverso l’interazione.

La seconda caratteristica è il genere:

il fantasy, il paranormale e il mistero suscitano molto interesse, in una certa parte di lettori, al punto da amplificare la divulgazione dell’ebook autopubblicato.

 

I fan generano INdipendenza

L’esistenza di un rapporto forte con i fan permette, a chi si autopubblica, non solo di non ricorrere alla casa editrice ma di diventare, per questa, un riferimento avviando un processo opposto a quello esistente prima della nascita delle piattaforme di Self publishing.

Granieri in un noto articolo sul Self pubblishing, commenta questo scenario così:

“Gli editori, dal canto loro, osservano l’evidenza di un paradosso che diventerà sempre più lampante man mano che si consumerà la transizione al digitale e che le vendite di carta perderanno significato. Per vendere bene serve un buon libro, come accadeva spesso anche prima. Tuttavia, per far vendere il libro è necessario che i lettori lo conoscano, che esca dall’oscurità. E perché questo accada, si sta scoprendo giorno dopo giorno, è sempre più necessario che l’autore si metta in gioco, che costruisca la sua platform online, che abbia un seguito sui blog e sui social network.”

Non è un obbligo ovviamente ma una possibilità. Esporsi in prima persona e relazionarsi direttamente con i lettori, attraverso i social media come social network, blog, siti internet e forum è un’opportunità che richiede lavoro, costanza e attitudine. E non tutti gli scrittori indipendenti sentono di volersi esporre e, come scrivo qui, è comprensibile.

Volere o no, la realtà è che ci sono almeno 2 motivi per usare i social media nel Self publishing:

– per raggiungere i potenziali lettori e aumentare le vendite

– perché gli editori cercano scrittori con un ampio seguito di lettori

 

Il successo è nel genere?

I numeri sembrano dire di si.
Riguardo all’interesse dell’audience nei confronti di narrazioni con contenuti finzionali, si è discusso molto del caso riguardante la giovane scrittrice americana Amanda Hocking. Vicino al suo nome si associano dati come:

– 2010: anno in cui l’autrice autopubblicò, nel mese di Aprile, il suo primo libro sulle piattaforme di Self publishing Amazon e Smashwords.

– 9: il numero iniziale delle copie vendute, giornalmente, del romanzo My Blood Approves che narra storie di vampiri nella città di Minneapolis

– 264: numero delle copie vendute, nel mese di Maggio, relativo ad altri due romanzi autopubblicati, Fate e Flutter.

– Oltre 4mila: il numero di vendite raggiunto nel mese di Giugno.
– 6mila: i dollari guadagnati nel mese di Luglio, con l’autopubblicazione del romanzo Switched.

Ma il numero che colpisce di più riguarda l’anno successivo: nel 2011, l’autrice vende oltre 100mila libri al mese.

Un dato che prova il notevole interesse di molti lettori (probabilmente in buona parte adolescenti) verso i romanzi che narrano storie fantasy, vicine al genere del paranormale.

 

La rete aiuta le produzioni indipendenti

Ma il successo dell’incontro tra rete internet, produzioni indipendenti e narrazioni fantasy/paranormal risale a molto tempo fa.

Già con Guerre Stellari nel 1999 – siamo nel campo della fantascienza, non molto lontano dalla pseudorealtà – internet fu il principale mezzo di circolazione della storia tra quelle persone che sarebbero diventate i fan della saga di Lucas. E questo prima che il film venne girato. Non solo, anche il falso documentario horror The Blair Witch Project dello stesso anno, nato da una piccola produzione indipendente, ha fatto di internet il primo strumento con cui insediarsi nella mente degli spettatori.

Soprattutto in quest’ultimo caso, ci sono delle assonanze (se pur con delle differenze evidenti riguardo alla notorietà e alle vendite) con i romanzi autopubblicati da Amanda Hocking. Eccole:

– entrambi nascono lontano dalle produzioni mainstream

– entrambi emergono attraverso la risonanza data dalle persone in rete

– entrambi narrano di storie oltre il reale, con i generi paranormale e fantasy

L’interesse verso tali modalità narrative non è nuovo – sia tra i lettori del libro cartaceo che tra gli spettatori dello schermo cinematografico – e gli autori indipendenti, che trattano di questi generi, possono intercettare un ampio numero di utenti e soddisfarne le esigenze di narrazione, senza necessariamente ricorrere all’intermediazione di un attore sociale ed economico come una casa editrice.

Ci tengo a ribadirlo, a costo di diventare noiosa: come ho scritto qui, non credo assolutamente che le case editrici debbano sparire e perdersi per sempre in uno spazio temporale non identificabile.

 

Cosa conta di più?

Anche se i romanzi del genere fantasy e paranormale aiutano di molto il successo di un ebook,

il coinvolgimento, la relazione con i lettori e la loro partecipazione

sono, probabilmente, gli aspetti che più degli altri contribuiscono notevolmente al successo di un e-book nel Self publishing.

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