Self publishing: Amazon al Salone del Libro Torino

Salone del libro Torino - Il Blog degli scrittori Amazon KDP

Salone del libro Torino – Il Blog degli scrittori Amazon KDP

Nel post precedente presa da un senso di sano (o insano, dipende dai punti di vista) egocentrismo, ho deciso di parlarti delle mie impressioni – sui due eventi che ho seguito al Salone del Libro di Torino – prima di riportare il dettaglio delle conversazioni tra gli ospiti.

Qui ti riporto pari pari quello che ho scritto nel mio taccuino sull’evento che mi interessava di più: Avanti chi scrive, tu sarai il prossimo di Amazon KDP.

Gli ospiti

Mia Ceran, moderatrice dell’evento, ha presentato i tre scrittori che hanno autopubblicato i loro romanzi con Amazon KDP e li ha definiti così:

“Persone che facevano altro nella vita, oggi sono scrittori di successo.”

Si tratta di: Giulia Beyman, Riccardo Bruni e Massimo Volta.
Sulla scrittrice Giulia Beyman dice subito: “L’ebook più venduto su Amazon nel 2014 è stato il suo: Prima di dire addio (Nora Cooper Misteryes).” Questo te l’avevo già detto (nel post a cui mi riferivo sopra). Ma senti cosa ha aggiunto Mia Ceran:

“Giulia Beyman ha fatto diversi lavori nella vita ma oggi è una scrittrice a tempo pieno.”

Credo possa farti piacere saperlo – a me l’ha fatto – ma meglio rimanere con i piedi per terra. Non è che domani mattina vai dal capo e gli dici “Ciaooooone!” perché t’ho detto sta cosa. Kafka è diventato famoso dopo la sua morte (anche perché da vivo non voleva divulgare le sue opere), fa un po’ te!

Ma andiamo con ordine. Le persone presenti all’evento, oltre agli scrittori, erano:

– Giulia Poli, responsabile di Kindle Content per l’Italia

– Alessandro Giuffré: responsabile del servizio di stampa CreateSpace di Amazon, per Italia e Spagna.

Quando definirsi scrittori?

Mia Ceran si rivolge ai 3 autori indipendenti: “Quando avete capito di essere scrittori?”

Giulia Beyman: “A 20 anni pensavo fosse presuntuoso definirmi scrittrice. Con Amazon ho avuto una grande opportunità. Immaginavo le potenziali vite dei miei personaggi. Oggi sono scrittrice a tempo pieno.”
Riccardo Bruni, autore di Il leone e la rosa: “Ho iniziato e semplicemente non ho più smesso. Sono arrivato ad Amazon KDP e ho potuto definirmi scrittore.”
Massimo Volta, autore di La superficie dell’acqua: “Fin da bambino vedevo mio padre scrivere. Per me è terapeutico.”

Alessandro Giuffré interviene e aggiunge:

 “in Italia si scrive tanto e si legge poco ma noi crediamo che qui ci siano i lettori del futuro.”

Ai commenti (negativi soprattutto) rispondo o no?

Mia Ceran chiede agli scrittori come si comportano quando ricevono i commenti dei lettori, soprattutto davanti a quelli negativi.

Massimo Volta risponde che i commenti al suo libro sono positivi ma “ce ne sono due negativi e mi stupisce che non siano stati motivati, al contrario di quelli positivi.” Stupore che condivido. C’è bisogno di una motivazione argomentata per poter rispondere. Altrimenti ha poco senso. Come si può avere un confronto con chi offende?

Solo una digressione su questo: c’è un post di Alessandra Farabegoli che mi ha colpito positivamente perché è nato proprio dal commento negativo di un utente (fortunatamente non era offensivo) ad un altro suo post. Questo, per me, è un buon esempio di comunicazione.

Torniamo agli scrittori. Riccardo Bruni ha risposto che “non è facile comprendere i feedback dei lettori. Credo che il loro apprezzamento per il mio libro nasca dalla percezione che, nonostante sia ambientato nel ‘500, colga i cambiamenti di oggi sul linguaggio.”

Questo libro non s’ha da pubblicare: il no delle case editrici 

Self publishing e rifiuto di pubblicazione da parte delle case editrici vanno a braccetto, anche se non sempre. Non tutti i selfpublisher (non mi fa impazzire come termine ma è più immediato dell’espressione “scrittori autopubblicati”) hanno scelto l’indipendenza a seguito di un no delle case editrici. (Non ho dati numerici su questo ma ho potuto percepirlo leggendo le esperienze degli scrittori in rete. Ovviamente se hai suggerimenti e dati in merito, scrivili nei commenti.)

Mi ha colpito molto l’esperienza di Massimo Volta:

“Portai il mio libro ad un’agenzia letteraria che mi spinse a pubblicarlo con Amazon KDP. Inviavo il mio romanzo alle case editrici ma si mostravano scettiche perché lo definivano “tutt’altro che consolatorio, triste e depressivo”. Dicevano che dovevo scrivere in modo più leggero: “alla Moccia”. Ma non ho voluto cambiare niente ed è andata bene.”

Hai capito Massimo Volta. Coraggioso. Ma anche chi decide di cambiare il suo libro, in base alle richieste della casa editrice, credo sia altrettanto coraggioso. Perché si tratta di stravolgere se stessi. Questo per dire che dipende sempre da cosa si cerca, come scrittore e come persona. A ciascuno le sue scelte.

Le domande del pubblico

Salone del libro - Il Blog degli scrittori Book to the future

Questa che segue non è una domanda ma LA domanda:

“Perché grandina a Maggio dopo che ho appena steso i panni?”
Ah no scusa. Pensavo ad alta voce.

Ecco la vera domanda:

“Come si fa ad uscire dall’ombra?”

Ma la risposta di Massimo Volta è strepitosa: “Non ne ho idea!”
E subito mi è apparsa l’immagine della Sora Lella: “Ah! Annamo bene! Annamo proprio bene!” Ma, per fortuna, Volta aggiunge: “Il mio libro è piaciuto ai lettori e per pigrizia personale non l’ho neanche sponsorizzato!”

E questa risposta ha il suo perché. Primo: è una risposta onesta. E questo ci piace – vabbè piace a me ma perché tu disdegni? –  e poi perché dimostra che raggiungere i lettori senza promuoversi – o autopromuoversi – si può.

Ma la mia idea rimane: hai scritto un libro? Fallo sapere ai possibili lettori. Per un semplice motivo: qualcuno che scrive come te (o meglio, o peggio) forse si sta adoperando “massicciamente” (detto terra terra) a dargli visibilità. E tu?

Credo un’altra cosa però: niente forzature, soprattutto in rete. Mi spiego: la tua natura è scrivere e non promuovere? Scrivi e basta. Capisco gli scrittori che dicono: “Scrivo. Mica sono un promoter.” Lo rispetto ma se non vuoi farlo, affida la promozione ad altri.

Promozione può sembrare un po’ vago come termine. Mettiamola così:

“mira alle persone potenzialmente interessate ai contenuti del tuo libro.”

Poi oh, magari il tuo è un bel libro e i lettori se lo leggono senza neanche un minimo di promozione. A quel punto, chapeau.

Giulia Beyman ha risposto che “non c’è una chiave precisa o una formula. Bisognerebbe cercare di essere presenti in modo fluido.”

Questa è una risposta che comprendo in base all’andamento della mia giornata (si sono abbastanza lunatica, c’entrerà che sono del segno del Cancro?). Sono serena? Il termine fluidità mi è chiaro e cristallino. Se invece me so svegliata dal lato sbagliato del letto – a Roma si dice in un altro modo ma te lo risparmio – allora mi dico: “fluidità, cioè? Un po’ vaga questa risposta, mha!”

Contestualizzando direi che essere fluidi implica non irrigidirsi in schemi personali e di scrittura, non aver paura di utilizzare strumenti nuovi di pubblicazione e avere il coraggio di esporsi. Forse voleva dire questo.

“Ma forse la chiave c’e'” dicono Giulia Poli e Alessandro Giuffré.

“È Il lettore. Lui da visibilità al vostro libro.”

E aggiungono: “lo scrittore può usare i social network e il blog ma non esiste un “trucco”. Ciò che conta, più dei like su facebook, sono le stelline su Amazon. Qui il libro ha vita lunga, non come in libreria che dopo tre mesi non si vede più. Poi, le possibilità aumentano se lo scrittore pubblica sia in digitale che in cartaceo. Se ad esempio, usate l’esclusiva di Amazon per 90 giorni e mettete l’ebook gratuito per 5 giorni potete raggiungere più lettori perché inseriamo il libro nel Kindle Unlimited.”

Mia Ceran chiede agli scrittori di chiudere l’evento con delle parole di incoraggiamento:

– Di scrivere non se ne può fare a meno (Bruni)

– State tranquilli riguardo ai dubbi sulle capacità tecniche, per l’autopubblicazione sulla piattaforma: è molto semplice! (Beyman)

– Questo è un bel momento per pubblicare perché le barriere si sono abbassate: ciò che conta sono i contenuti (Volta)

Spero ti sia stato utile leggere le conversazioni dell’evento di Amazon KDP al Salone del libro di Torino, se è così ne sono felice!

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